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2009-03-29

Cobolli: "Battendo l'Inter aumentano le chance Juve, e se l'Udinese..."


Non è un caso che Gio­vanni Cobolli Gigli apra il suo cuore tifoso nel cuore delle Langhe, qualcosa più di una seconda casa per il presidente della Juventus, langarolo d’a­dozione. Capita così che un ve­nerdì sera ad Alba, davanti a un centinaio di tifosi radunati nella splendida chiesa sconsa­crata di San Giuseppe, si parli per due ore abbondanti di cal­cio e di Juve con toni diversi dall’intervista ufficiale e, quin­di, con risvolti anche più friz­zanti. Con una maglia bianco­nera davanti al tabernacolo, il tutto sembra un rito pagano­bianconero celebrato da un Co­bolli infervorato nonché febbri­citante («Me la sono presa a Roma... Visto il risultato, met­terei la firma per un’influenza a settimana da qui alla fine»).
E la sua omelia inizia così. «Sono uno juventino di 64 an­ni, ho imparato a vivere la mia vita da tifoso in modo atarassi­co, consapevole dell’alternarsi di periodi felici e più duri. Ho iniziato a emozionarmi con i pezzi di Tuttosport su Stacchi­ni e ora trepido per Del Piero. Quando mi hanno chiesto di diventare presidente, mi sono sentito quasi schiacciato dalla storia e dai nomi dei miei pre­decessori, figure quasi mitiche come Gianni e Umberto Agnelli o Boniperti... Quello che mi ha fatto coraggio è sta­to comunque sempre l’idea del­lo “Stile Juve” che guida ogni mia azione. E’ per questo che preferisco guardare avanti piuttosto che perdermi nei rancori del passato.
E davanti vedo discrete possibilità scu­detto. Sì, il famoso 30% di cui ho parlato nei giorni scorsi. Qualcuno ha detto che è trop­po prudente, io dico che è me­ditato ». «Perché mi sono messo lì e ho stilato una mia tabella, confrontando il nostro calendario con quello dell’Inter e quello del Milan, giusto per cautelarmi sul se­condo posto. Ho azzeccato i pronostici di domenica scorsa, vediamo cosa succederà nelle prossime settimane. Io consi­dero la vittoria contro l’Inter, perché quella partita la dob­biamo vincere a tutti i costi, il resto non ve lo dico, anche per scaramanzia. Però, se dovessi­mo battere l’Inter le possibilità potrebbero salire anche al 40­-45%, soprattutto se l’Udinese si ricordasse di avere la maglia bianconera e di essere stata sempre una rogna per l’Inter». «Allo scudet­to, insomma, ci credo anche se cerco di essere realista. Ma la cosa meravigliosa è che ci cre­de tutto l’ambiente: Blanc, Secco, Ranieri e la squadra. Io ho il privilegio di poter en­trare negli spogliatoi ed è uno spettacolo vedere la carica che c’è fra i giocatori. Del Piero, Nedved, anche Buffon ci cre­de, nonostante dica il contra­rio, forse per scaramanzia. E poi c’è la coppa Italia, alla qua­le teniamo molto, perché sa­rebbe un trofeo importante e perché ci porterebbe a giocare la finale di Supercoppa italia­na a Pechino, un mercato con milioni potenziali nostri tifosi».
|Redazione Juventus News - Fonte: www.juventusnews.tk| - articolo letto 168 volte


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