Ormai si può dire quasi con i crismi dell'ufficialità: la Fiorentina non giocherà in Europa il prossimo anno. La matematica lascia ancora aperto il discorso ma la Coppa Uefa dista adesso ben 5 punti in classifica (che poi sono 6 perchè a parità con la Juventus ci vanno i bianconeri) e tra i viola e il settimo posto ci sono altre tre squadre. Questo significa che molto probabilmente alla Fiorentina non basterebbe conquistare 12 punti nelle ultime 4 giornate, e già questa pare un'impresa assai improbabile stando a quanto dimostrato in questo campionato dalla formazione di Prandelli, capace di vincere al massimo appena due partite consecutive. La sconfitta di oggi a Bergamo è maturata con una prestazione insufficiente, nella quale sono mancate tante cose. In primis il coraggio nelle scelte del tecnico gigliato, che ha schierato una formazione troppo difensiva e ci ha messo troppo per correggerla. Non c'è stato l'approccio giusto al match e non è la prima volta che questo accade. Così come non è una novità la mancanza di reazione o quantomeno la capacità di rimontare lo svantaggio. Sintomo questo della mancanza, pure, di convinzione e di "fame" sportiva, elemento fondamentale per raggiungere un obiettivo. La rimonta all'Europa, che la Fiorentina aveva lanciato - a parole - dopo l'eliminazione dalla Champions, può dunque dirsi praticamente fallita, con ben 4 giornate di anticipo. Attenuanti ce ne sono e le conosciamo (sfortuna, torti arbitrali ed infortuni) ma i rimpianti per le occasioni perse e per le partite in cui si poteva fare di più sono ancora maggiori. |di Simone Bargellini - Fonte: www.violanews.com| - articolo letto 165 volte