Milan 1, Fiorentina 2. A San Siro va in scena la peggior versione del Milan ammirata finora nel 2012; di contro, Delio Rossi azzecca l’impostazione tattica e ogni mossa della partita, il risultato alla fine penalizza un Milan volenteroso, ma evidentemente affaticato dai tanti impegni ravvicinati dell’ultimo periodo. E non poteva essere altrimenti, per una squadra che gioca da diverso tempo senza ricambi.
Analizzando la partita, i rossoneri disputano quasi tutto l’incontro nella metà campo Viola: di contro i toscani difendono attentamente, concedendo pochissime occasioni da rete a Ibra e compagni, che riescono in effetti a passare solo con un rigore molto generoso concesso da Celi, molto somigliante al secondo penalty dato al Barcellona in Champions. La fiorentina però non si scompone e cerca di sfruttare i numerosi contropiede concessi dal Milan: i rossoneri infatti sono sempre sbilanciati in avanti, e non riescono mai a rientrare con ordine [Nocerino è impresentabile dal punto di vista fisico, necessita assolutamente di riposo], scoprendo sempre il fianco alle ripartenze degli uomini in viola, che con rapidità creano molti 2 contro 2, o anche situazioni di superiorità numerica: il pareggio di Jovetic nasce su uno di questi ribaltamenti di fronte, in avvio di secondo tempo.
I cambi tentati da Mister Allegri non sortiscono alcun effetto: molto negativa la prestazione di Robinho, che sbaglia la misura di tutti i palloni che si ritrova tra i piedi, forse peggiore quella di Aquilani, messo in campo per migliorare manovra e possesso, ma che gioca inspiegabilmente bassissimo non aiutando di fatto mai la propria squadra: se questo era un esperimento di vertice basso del rombo, insomma, a nostro avviso è una soluzione fallita in partenza.
Gli ulteriori due cambi si rivelano decisivi: Allegri infatti, facendosi prendere [colpevolmente] dal desiderio di vincere la partita, inserendo Cassano si sbilancia definitivamente, mentre Delio Rossi dimostra con merito di crederci fino in fondo e mette in campo Amauri per tenere un uomo stabilmente alto tra Bonera e Mexes: da ciò scaturisce il raddoppio nel finale ad opera proprio dell’italo-brasiliano, che nasce ancora una volta da un lancio che sembrava innocuo ma che coglie di fatto la squadra rossonera sbilanciata, e incapace di tornare e difendersi con ordine.
Il 2 a 1 deve far riflettere i rossoneri, che però più che analizzare gli errori sul campo, devono occuparsi di recuperare qualche elemento della rosa: non c’è dubbio osservando la partita di oggi che il principale nemico di questa squadra è la stanchezza; i numerosi infortuni hanno annullato di fatto le possibilità di turnover per il tecnico toscano che però è ora chiamato a trovare una soluzione per non vanificare l’ultimo traguardo stagionale rimasto a disposizione dei rossoneri.
[Alessandro Alampi – Fonte: www.ilveromilanista.it]