Storia del Tour De France: Dal bis di Bottecchia al monologo targato R. Maes
1925 BOTTECCHIA CONCEDE IL BIS
Anche Bottecchia purtroppo sarà atteso da un tragico destino. Dopo
aver dominato anche il Tour del ’25 (vincendo 4 tappe e indossando il
simbolo del primato in 13 frazioni), infatti, nel 1927 sarà brutalmente
assassinato mentre si allenava, per una morte sinora avvolta nel
mistero, e di cui magari ci occuperemo prossimamente nella Galleria
dei Ciclisti Mitici. Il Tour del 1925 lo vide prevalere di slancio sul belga Buysse distanziandolo di
54’20’’. Al 3° posto l’italiano Aymo (1 tappa). 1926 BUYSSE STRAVINCE
L’edizione del ’26 se l’accaparrò il belga Lucien Buysse, sgominando la
concorrenza. Lucien Buysse vince il suo Tour con un'impresa eroica sui
Pirenei: nella tappa da Bayonne a Luchon partiva con 22 minuti di svantaggio
su Van Slembrouck, andò in fuga e arrivò sul traguardo infliggendo 17 minuti
ai suoi inseguitori, quasi 1 ora sul suo capitano Bottecchia. Il re di tappe sarà
Frantz, lussemburghese, 4 volte primo. L’Italia si aggiudica soltanto 1 tappa
con Aymo. 1927 L’ESPLOSIONE DI FRANTZ
Dopo tanti piazzamenti finalmente il lussemburghese Frantz riuscirà ad appropriarsi
del Tour de France 1927, infliggendo a tutti distacchi colossali. Nessuno riuscì mai a
tenergli testa, neanche minimamente. 1928 DOPPIO FRANTZ
Anche il 1928 fu appannaggio di Frantz che indosserà la m.g. dalla 1^ all’ultima
tappa. Frantz precedette di 50 minuti Leducq. Nel corso della 19^ tappa a 100 km
dall'arrivo gli si ruppe il telaio della bicicletta ma riuscì comunque a concludere la
tappa utilizzando una bicicletta da donna. 1929 DE WAELE PRIMEGGIA A REDINI BASSE
Nel 1929 il Tour fu stravinto dal belga De Waele che prevalse di
oltre 40 minuti sull’italiano Giuseppe Pancera. Il corridore che ha vinto
più tappe in quest’edizione è Andrè Leducq, classificatosi poi undicesimo
nella classifica finale, che riuscì ad arrivare primo in cinque
occasioni. Gli azzurri restarono ancora a secco di tappe. 1930 UN “DUCA” TRIONFA A PARIGI
Il Tour del ’30 fu per la prima volta seguito in diretta dalla
radio di Stato francese, aumentando la popolarità del ciclismo.
Per la prima volta fa la sua comparsa la caravona pubblicitaria mentre gli sponsor
iniziano a “macchiare” con reclame le maglie dei corridori. Trionfa Leducq con un
quarto d’ora di margine su Learco Guerra il quale vinse 3 tappe indossando la maglia
gialla in 7 occasioni. Anche Alfredo Binda riuscì ad impinguare il bottino azzurro con 2
affermazioni consecutive, prima di ritirarsi per polemiche con la federazione italiana. Il
francese Charles Pellissier vinse 8 tappe, record tuttora imbattuto. 1931 INIZIA LA PICCOLA GRANDE ERA TARGATA MAGNE
Nel ’31 iniziava l’era del francese Antoin Magne che dominò la Gran Boucle in
lungo ed in largo. L’Italia dal canto suo si fregiò di 7 vittorie di tappa ( 5 con il
velocista Di Paco, 1 con Battesini e Gestri) e di 4 maglie gialle (Di Paco). Il francese
C.Pellissier vinse altre 5 frazioni. 1932 LEDUCQ CONCEDE IL BIS
Nel ’32 Leducq, già trionfatore pochi anni prima, concede il bis, prevalendo senza
alcun patema sul tedesco Stoepel e sul nostro Francesco Camusso. Leducq in quel
Giro vinse ben 6 tappe. L’Italia otterrà 7 successi, rispettivamente 4 con Raffaele
Di Paco, 1 con Pesenti, Orecchia e Camusso. 1933 UN ALTRO TOUR DAGLI ESITI SCONTATI…
Nel 1933 si registrò un’altra netta affermazione del vincitore di turno, Georges
Speicher (gran discesista), per un Tour ormai lungi dal riservare le emozioni dell’era
pionieristica. Speicher vinse comunque con “soli” (pochi per l’epoca) 4’ di margine
sul nostro Guerra (5 tappe!) e 5’ sull’altro italiano Martano. Il belga Aerts fu il re di
giornata con 6 affermazioni parziali. 1934 MAGNE COLPISCE ANCORA
Tanto per cambiare anche questo Tour non riserva particolari emozioni, a causa, o per merito dello
strapotere del francese Magne che così concedeva il bis a redini basse, indossando la maglia gialla per
quasi l’intera kermesse. Per la prima volta nella storia della corsa si disputò una cronometro e fu
vinta da Magne stesso. L’Italia si consolò col 2° posto di Martano e con 3 successi parziali, con Meini,
Vignoli e lo stesso Martano. Lapebie vinse 5 tappe. 1935 UN MONOLOGO TARGATO R.MAES
Il Tour del ’35 sarà un monologo targato Romani Maes, Belgio, che surclasserà la
concorrenza a partire dall’italiano Ambrogio Morelli che giungerà sul traguardo
parigino accusando un gap di 17’52’’. In quell’edizione gli azzurri vinceranno 6 tappe:
2 con il celebre velocista Di Paco, 1 con Camusso, Bergamaschi, 2 con Morelli. Il tour
viene funestato dalla morte dello spagnolo Francisco Cepeda
durante la discesa del colle del Galibier. - articolo letto 429 volte